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TRUJILLO - LA LIBERTAD, PERU UBICAZIONE, ESTENSIONE E POPOLAZIONE: BREVE RASSEGNA STORICA PRINCIPALI ATTRATTIVI Le Huacas del Sol y de la Luna
Cio' nonostante, l'impressionante profilo esposto permette apprezzare chiaramente le sue tappe successive di sviluppo. Come gli altri simili di altre culture, i templi mochica furono periodicamente rinnovati, dopo aver sepolto con perizia tutti gli ambienti che si smettevano di usare e si ottenevano le alte piattaforme addossando una contro l'altra amplie colonne formate da adobes. Gli esperti e gli studiosi suppongono che varie popolazioni apportavano al tempio la forza dei loro muscoli come forma di tributo allo Stato.
Una simile divinita' e' rappresentata in piedi,ad un lato dell'entrata principale del complesso centrale, tra due serpenti con testa di condor che scivolano verticalmente ai suoi lati. Il coltello e la testa tagliata che sostine nelle sue mani indicano che questo essere soprannaturale esigeva vite umane in sacrificio. Anche alcuni ambienti interni del tempio, presentano pitture murali e bassorilievi, e file di guerrieri in armi con processioni di prigionieri pronti per essere immolati adornano tutte le pareti della rampa d'accesso all'edificio principale. Tra le due Huacas si estende un'area piana che durante molto tempo fu creduta essere occupata da grandi piazze libere. Gli scavi piu' recenti hanno invece dimostrato che questo spazio in realta' e' pieno di costruzioni: praticamente una intera citta' nascosta sotto la sabbia. Un' ampia strada , parallela alla Huaca de la Luna, orientava il traffico umano separando l'area di culto da quella residenziale. Abitazioni costituite da vari ambienti si trovavano intorno a piccole piazze con un solo accesso, e vicino c'erano laboratori per la produzione di strumenti di culto, ceramica e oggetti in metallo. Per l'estensione e per l'ordinata e razionale pianificazione, il complesso archeologico sembra possedere un'apparenza inequivocabilmente urbana. PIATTI E BIBITE TIPICHE CALENDARIO TURÍSTICO La tomba che il dottor Alva e il suo gruppo di archeologi avevano scavato era quella del Señor del Sipán, il "Tutankamen delle Americhe", la tomba piú favolosa mai scoperta nello emisfero ovest. Finora, si sono trovate quattro tombe diverse a "Huaca Rajada" in Sipán, vicino alla cittá costiera di Chiclayo. E un mausoleo della cultura Moche che dominò la costa nord del Perú dall'epoca di Cristo fino al 700 d.c., cioè, secoli prima degli Inkas. I tesori di Sípán includono oggetti d'oro, d'argento, di rame ed altri metalli e pietre preziose d'altissima qualità, di fattura senza paragone in America: maschere, collane, orecchini e tutti tipi di gioielli. E gli scavi sono appena incominciati!
Alloggiamento: Alberghi da * a **** in Chiclayo-Lambayeque. Non ci sono alloggi in Sípán e dintorni. Attivitá: Archeología, osservazione degli uccelli, surfing, pesca sportiva. Servizi Turistichi: Mezzi di trasporto (automobil, bus), tours guidati. Soggiorno Minimo: 2 giorni per visitare (superficialmente) Sipán, Túcume ed il museo Bruning. Altitudíne: Sul livello del mare. Stagione/Clima: Caldo, tutto l'anno. Molto caldo tra dicembre e marzo. Le Huacas del Sol y de la Luna Questa cultura di sviluppo' tra il secondo e l'ottavo secolo dopo Cristo lungo circa settecento chilometri di costa, tra la valle di Piura e quella di Huarmey. Il centro del potere Mochica di maggior importanza si trova presso il margine sinistro del fiume Moche, a circa otto chilometri da Trujillo e possiede il nome moderno di Huacas (Piramidi) del Sol y de la Luna. La Huaca del Sol e' la piu' grande tra tutte le piramidi preispaniche (in origine il suo volume complessivo era comparabile con quello delle imponenti piramidi egizie), e per la sua costruzione furono impiegati approssimatamente 143 milioni di adobes, i caratteristici mattoni di argilla essiccati al sole; ma per disgrazia la cupidigia dei cercatori di tesori che nel 1602 deviarono le acque del fiume per tagliare la huaca in due, ha contribuito a distruggere buona parte dell'edificio. Cio' nonostante, l'impressionante profilo esposto di questo monumento permette apprezzarne chiaramente le tappe successive di sviluppo. Come gli altri simili di altre culture, i templi mochica furono periodicamente rinnovati, dopo aver sepolto con perizia tutti gli ambienti che si smettevano di usare e le alte piattaforme si ottenevano addossando una contro l'altra amplie colonne formate da adobes. Gli esperti e gli studiosi suppongono che varie popolazioni apportavano al tempio la forza dei loro muscoli come forma di tributo allo Stato. La Huaca de la Luna (95x85x25metri) costituisce la controparte visuale e cerimoniale della Huaca del Sol e di compone di tre complessi cerimoniali indipendenti, ognuno con un proprio sistema di ingressi limitati, cortili recintati e sale ricoperte da tetti. I suoi muri possiedono bassorilievi e pitture policrome che sembrano essere create da poco. La maggioranza degli ambienti, oggi protetti da tetti e provvisti di passerelle, puo' essere visitata. Le facciate successive del tempio sono decorate con bassorilievi che rappresentano immagini di divinita'con bocche animalesche con denti canini e capigliature a forma di serpenti mostruosi con teste di uccelli acquatici. Una simile divinita' e' rappresentata in piedi, ad un lato dell'entrata principale del complesso centrale, tra due serpenti con testa di condor che scivolano verticalmente ai suoi lati. Il coltello e la testa tagliata che sostine nelle sue mani indicano che questo essere soprannaturale esigeva vite umane in sacrificio. Anche alcuni ambienti interni del tempio, presentano pitture murali e bassorilievi, e file di guerrieri in armi con processioni di prigionieri pronti per essere immolati adornano tutte le pareti della rampa d'accesso all'edificio principale. Tra le due Huacas si estende un'area piana che durante molto tempo fu creduta essere occupata solamente da grandi piazze libere. Gli scavi piu' recenti hanno invece dimostrato che questo spazio in realta' e' pieno di costruzioni: praticamente una intera citta' nascosta sotto la sabbia. Un' ampia strada , parallela alla Huaca de la Luna, orientava il traffico umano separando l'area di culto da quella residenziale. Abitazioni costituite da vari ambienti si trovavano intorno a piccole piazze con un solo accesso, e vicino c'erano laboratori per la produzione di strumenti di culto, ceramica e oggetti in metallo. Per l'estensione e per l'ordinata e razionale pianificazione, il complesso archeologico sembra possedere un'apparenza inequivocabilmente urbana. Le ceramiche ritatto, visi del popolo mochica Sorprendentemente realistiche, espressive e varie in quanto a fisionomia e dettagli, le famosa ceramiche-ritratto mochica costituiscono una delle caratteristiche piu' impressionanti ed enigmatiche dell'arte preispanica in Peru'. L'apparizione di immagini fedeli ad una determinata fisionomia e' relativamente recente e costituisce un caso abbastanza raro per quanto riguarda la storia dell'arte. Per la loro varieta' ed espressivita', i pezzi dell'arte mochica sembrano eguagliare quelli romani e numericamente superano di gran lunga quelli egizi. Pero` si trattava realmente di veri e propri ritratti? E se e' cosi', di chi sarebbero stati i volti immortalati dagli artigiani ceramisti? Il repertorio di individui era vasto e difficilmente corrispondeva ad una ristretta elite di potere. Si possono ad esempio distinguere persone ammalate con il viso marcato da multipli lesioni alla pelle, donne con le loro inconfondibili acconciature, defunti semischeletrici in via di decomposizione. Inoltre i ceramisti riproducevano animali ed esseri soprannaturali di origine divina. Questa particolarita' ci offre la pista per chiarire le possibili motivazioni degli artigiani e spiegare l'origine dell'incredibile realismo nella creazione di visi umani con fisionomie individuali. La gran parte dei supposti ritratti corrisponde ad individui di sesso maschile, che svolgevano funzioni di tipo rituale: offrivano il sangue delle vittime agli esseri soprannaturali, portavano adorni , sonagli e vessilli, eseguivano danze e partecipavano a riti orgiastici. Contrariamente a cio' che possiamo pensare, i volti dei dignitari sono sommamente rari e generalmente corrispondevano a supremi sacerdoti che, comodamente seduti in cima alle piramidi, presiedevano le competizioni e gli altri rituali. Immagini di uccelli, di felini, e fiocchi vistosi adornavano i loro copricapi. I governanti si distinguevano dai sacerdoti per il vestito da guerriero e la pettinatura a caschetto. Sono presenti, inoltre, molti visi di soggetti con i capelli sciolti, lunghi o tagliati che potrebbero appartenere a vittime sacrificate. Gli artigiani mochica non avevano tanto l'intenzione di rappresentare i loro gerarchi, quanto piuttosto di ritrarre i partecipanti di rituali sanguinosi, come officianti, vittime e carnefici. Questa tesi spiegherebbe la probabile funzione di queste ceramiche (huacos): erano recipienti per contenere e conservare liquidi cerimoniali, in special modo sangue delle vittime. E allora perche' individualizzare le facce di officianti e di vittime dei sacrifici umani? In apparenza le immagini non costituivano tanto ritratti individuali nel senso occidentale , sebbene gli artigiani si ispirassero per certo a persone ed a volti reali, quanto piuttosto ritratti- tipo. I tratti somatici, come i disegni, le pitture, i tatuaggi, i dettagli dell' acconciatura o lo stile dei gioielli sarebbero serviti per collocare le persone rappresentate dentro la complessa gerarchia etnica, politica e religiosa. La cultura materiale dei Mochica e, in particolare, la loro arte iconografica, proiettano una immagine di uno stato multietnico cimentato da una medesima ideologia religiosa. I combattimenti rituali che si ingaggavano tra guerrieri secondo la etnia o la zona di provenienza, le corse, gli esercizi durissimi e i sacrifici umani avevano la duplice funzione di assicurarsi la benevolenza degli dei che mantenevano in questo modo il benessere della comunita', e costituivano una sorta di cerimonia di iniziazione per i giovani. Con ragionevole certezza, i visi espressivi delle ceramiche mochica non furono modellate per ricordare e commemorare familiari o per celebrare esponenti della classe dominante, ma per essere poste all'interno dei sepolcri, come segno che quegli individui defunti erano membri a pieno diritto della societa' mochica e che pertanto assumevano certi ruoli rituali che corrispondevano loro in ragione della parentela e delle funzioni politiche che svolgevano. La cittadella di Chan-Chan Con i suoi 20 km. quadrati, ChanChan, capitale dell'antico Impero Chimu, la citta' di fango piu'grande del mondo, dichiarata Patrimonio Culturale dell'Umanita' dall'UNESCO, e' ubicata praticamente all'interno dell'attuale territorio della citta' di Trujillo, e fu edificata tra il dodicesimo ed il tredicesimo secolo dell'epoca cristiana. Essa comprende palazzi, cimiteri, quartieri popolari, giardini e piattaforme usate per le cerimonie religiose, il tutto circondato da muraglie che in certi casi superano i tredici metri di altezza. Le pareti di adobes, caratteristici mattoni fatti di fango e paglia di antichissima origine e ancor oggi utilizzati, sono abbellite da altorilievi e da squisiti disegni geometrici e zoomorfi. L'argilla ottenne qui un singolare carattere artistico e la categoria di un complesso linguaggio, associato alla liturgia ed ai costumi delle caste dominanti. Il complesso archeologico di ChanChan, situato presso la valle bassa del fiume Moche, praticamente lungo la spiaggia di Trujillo (Huanchaco), si sviluppo' da un nucleo iniziale composto dalla cittadella Cayhuac e dalla piramide Il Fico, fino ad agglutinare un totale di dieci monumentali cittadelle. In particolare, le alte muraglie perimetriche e il labirinto di stanze situate intorno ad ampie piazze furono costruiti, con tutta probabilita' per essere le dimore dei monarchi e dopo la morte di ognuno di essi, il corpo veniva sepolto in compagnia del suo harem e di un ristretto numero di membri della corte all'interno di una monumentale piattaforma, costruita alle spalle della residenza reale. I familiari ed il personale specializzato si incaricavano poi di raccogliere tributi e di mantenere in pieno funzionamento il palazzo, assicurando in questo modo il culto postumo del monarca . In totale, si stima che durante l'epoca del suo massimo splendore, sia vissuta una popolazione di circa 25-26 mila persone, delle quali circa 10 mila erano artigiani e un sofisticato sistema di coltivazione con irrigazione constante cosi' come le carovane di lamas, assicuravano un flusso costante di alimenti e di altre materie prime. Come nelle necropoli egizie, artigiani e funzionari alloggiati in quartieri adiacenti alle sontuose ed imponenti costruzioni funerarie, si incaricavano di perpetrare il culto del sovrano, adorato durante secoli dopo la sua morte.
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Realizado
por: OmarGóngora
Hecho en Cusco - Perú |